Pronti a … raggiungere obiettivi?

Ti è mai capitato di conoscere delle persone che quando decidono qualcosa cambiano idea molto rapidamente e altre che invece tengono duro più che possono piuttosto che tornare sui loro passi?

Secondo te chi dei due riesce ad ottenere più successo nella vita? Di seguito ti lascio alcune righe di riflessione sull’argomento e alcune regole per strutturare bene un obiettivo, usando le tecniche della PNL.

John C. Salak disse che le persone di successo sono quelle portate a decidere rapidamente e a cambiare idea molto lentamente. Al contrario dei falliti. Che decidono molto lentamente e se devono cambiare idea lo fanno rapidamente.

Coloro che riescono a raggiungere gli obiettivi non se ne stanno con le mani in mano, ma pensano ed agiscono di conseguenza.
All’opposto abbiamo persone che non riescono a raggiungere nulla nella vita, le quali appartengono a due categorie: chi pensa senza agire e chi agisce senza pensare.

Pensiero ed azione sono dunque due facce della stessa medaglia
Chi come me si occupa di coaching riceve spesso molte domande e tra queste la classica è: «Scusa posso farti una domanda? Io vorrei cambiare vita, ma non sono ancora convinto, cosa mi consigli da fare?».

Alla domanda che generalmente viene rivolta loro (Che tipo di vita ti piacerebbe fare?) queste persone rispondono per il 90%: «Non lo so, però sono sicuro di una cosa: non voglio più un lavoro come quello che ho, non voglio più vivere con il solito stipendio e con lo stress delle tante cose da fare».

E’ ovvio che sono persone, che sanno dove non vogliono più stare, ma non sanno dove dirigersi.
Il procedere in tal modo non garantisce il raggiungimento di alcun obiettivo.
Non è possibile conoscere quali risorse possiamo mettere in atto per raggiungere una mèta quando non sappiamo cosa vogliamo raggiungere.
Stato attuale e stato desiderato devono essere ben chiari ogni volta che vogliamo raggiungere un risultato nella vita.

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La congiunzione dello stato attuale con lo stato desiderato determina la direzione in cui vogliamo andare.

La geometria stessa dice che servono due punti per determinare una retta e per quanto riguarda gli obiettivi avere una direzione vuol dire aumentare la possibilità di raggiungere il risultato voluto.

E’ ovvio che la linea che congiunge lo stato attuale con lo stato desiderato non è regolare.

In teoria dovrebbe essere una retta, ma in pratica sappiamo che ogni qualvolta ci mettiamo in moto per raggiungere un obiettivo, la vita puntualmente ci mette innanzi ostacoli e impedimenti di vario tipo e solo chi è deciso a puntare sempre nella stessa direzione non viene fermato da essi.

È importante però non perdere di vista dove si è diretti e non demoralizzarsi durante il viaggio anzi, se possibile è bene divertirsi, perché il viaggio, spesso, è più importante della destinazione.
Per controllare se stiamo o no andando verso la direzione giusta dobbiamo comportarci allo stesso modo dei bambini.

La mia bambina ad esempio, non vede l’ora di diventare “grande”, io ho appeso al muro un metro di stoffa e lei tutti i giorni vede di quanto si è alzata.

Lo stesso possiamo fare noi: se ci monitoriamo solo alla fine dell’anno è difficile che andremo a realizzare quello che ci siamo proposti.

 

Farlo una volta al mese è già diverso e farlo una volta a settimana, ci darà quasi la imagesCAHB3XF3certezza di raggiungere l’obiettivo voluto, perché la nostra attenzione resterà costantemente concentrata su esso.

Ma quali sono le caratteristiche di un buon obiettivo?
Se dovessi immaginare di voler raddoppiare i miei guadagni in un anno, la prima cosa che dovrei fare è scrivere il mio obiettivo formulandolo in modo semplice, cioè che stia in una riga di quaderno.

Un esempio potrebbe essere: “Voglio aumentare i miei guadagni entro l’anno”.
Frasi formulate in questo modo sono semplici, ma non ancora perfette.

Andiamole a migliorare. Innanzitutto è bene usare il tempo presente, quindi invece che dire: «Dovrei raddoppiare i miei guadagni entro l’anno» è meglio usare la frase: «Quest’anno raddoppio i miei guadagni».

Il tempo presente rende l’obiettivo più concreto e raggiungibile.

Oltre a strutturare l’obiettivo in modo semplice ed ad usare il tempo presente, è opportuno accompagnare la frase con termini emozionali particolari: incoraggianti e positivi.

Miglioriamo ancora di più il nostro obiettivo!

La terminologia da usare risulta importante, quindi la frase «Quest’anno raddoppio i miei guadagni» non è certo un granché in termini emotivi.
Dire invece «Quest’anno raddoppio i miei guadagni per essere più sicuro finanziariamente» è molto diverso.
La frase resta sempre semplice, usa il tempo presente, ma è anche positiva emotivamente.
Il non raggiungere il risultato deve essere mentalmente associato al provare stati d’animo limitanti e negativi, il solo immaginare questo stato emotivo deve spingerci all’azione per fuggire il dolore e se possibile, raggiungere il piacere.

In questo esempio abbiamo parlato di soldi, ma quando parliamo di guadagni e finanza l’obiettivo non sono i soldi.

Pensaci un attimo: cosa sono i soldi? Sono solo pezzi di “carta”?
Nessuno lavora sodo per ottenere della “carta”, ma si lavora per ottenere benefici ed emozioni che solo quella “carta” potrà dare ed è questo, il vero obiettivo che ci spinge all’azione.

L’importante è restare con i piedi per terra, un obiettivo non è formulato bene quando è espresso in questo termini: “Quest’anno voglio guadagnare un milione di euro”.
Bisogna infatti esprimere bene ciò che si vuole ottenere in termini di benefici con quel milione di euro, meglio ancora quali emozioni possiamo provare al raggiungimento di quei determinati benefici.

 

perchè succedPer approfondimenti consigliamo la lettura del libro:

Perchè succede tutto a me? – diventare artefici del proprio destino con la PNL – edizioni Franco Angeli

SIAMO SU LINKEDIN GRUPPO “LINGUAGGIO DEL CORPO”

SIAMO SU FACEBOOK – VIENICI A TROVARE

 

 

Come riconoscere una micro-espressione. Fai il test online

Per tutti gli appassionati delle serie televisive come Lie To Me, riporto alcune informazioni che non tutti sanno, anche perché in Italia è stato pubblicizzato poco l’argomento.

Bisogna sapere che la fox prima di chiudere la serie Lie to me, aveva creato un test per imagesCA5I1W19rilevare le menzogne e per esercitarsi sulle microespressioni, così da creare un pò di curiosità sull’argomento prima di far partire la serie televisiva.

L’ho provato e personalmente lo ritengo molto ben fatto.
E’ tutto gratuito ed è possibile trovarlo a questo link:

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Speriamo che non tolgano i contenuti online adesso che la serie è finita :)

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Circa 14 ore full immersion per scoprire i segreti del linguaggio del corpo e microespressioni facciali

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Alla prossima….

[podcast] la prima impressione

0515b-bannerformaementisUn nuovo podcast dal nostro gruppo formaementis, specialisti in linguaggio del corpo e micro-espressioni facciali.

Di cosa si parla in questa puntata?

Se per ipotesi, mettiamo sui piatti di una bilancia due pesi: il primo rappresentato dal “cosa” dico (contenuto del linguaggio) e il secondo dal “come” lo dico (toni della voce e comunicazione non verbale), il secondo piatto peserà tredici volte più del primo (93% contro il 7% delle parole).

Valutazioni simili sono state effettuate negli anni ’60 in America da Albert Mehrabian, che osservò come in una normale comunicazione la corretta ricezione del messaggio sia data solamente per il 7% dalle parole, mentre il 38% è rappresentato dai toni della voce e il 55% dal linguaggio non verbale. Continua a leggere

Comunicare meglio grazie al paraverbale, silenzi e… Chunks

silenzioElemento fondamentale della comunicazione,  sappiamo che è il paraverbale; esso comprende ritmo, pause, tono, timbro, volume, inflessione della voce, ecc.

È importante quindi saper modulare la propria voce in base agli argomenti trattati e, se vogliamo che un determinato concetto venga afferrato, diventa necessario alternarne il tono nei momenti giusti.

Viceversa, un tono della voce che resta costante per tutta la durata del discorso, rischia di annoiare l’ascoltatore e di far perdere totalmente l’attenzione.  Continua a leggere

Differenze uomo-donna causa del testosterone

imagesCATL6LLJLa maggior parte delle specie sociali ha un’organizzazione così specifica da attribuire ruoli diversi tra maschi e femmine del branco – pensate ad esempio ai leoni e alle leonesse – e questo si nota in tutte le razze dei nostri parenti più prossimi: i primati.
Tra gorilla, scimpanzé e umani i maschi hanno sempre svolto funzioni di difesa dai pericoli e di guardiani contro gli invasori.
Sono per questo più grossi, muscolosi, forti delle rispettive compagne.

Questo è dovuto alla presenza massiccia di un ormone di nome  TESTOSTERONE , presente in tutti i vertebrati e secreto dal cervello ma, in grandissima parte, dai testicoli. Continua a leggere